Regesto Biografico

1826

8 dicembre. Silvestro Melchiade Lega nasce a Modigliana (fig. 1); è il tredicesimo dei diciotto figli di Antonio Lega, discendente da una ricca famiglia di Bagnacavallo e unitosi in seconde nozze con Giacoma Mancini.

1838

Segue gli studi nel Seminario dei Padri Scolopi di Forlì, dove è tra gli scolari premiati.

1843

Interrotti gli studi di filosofia, si trasferisce a Firenze nel quartiere di Santa Croce nella casa del fratellastro Giovanni, anch'egli pittore.
30 maggio. Si iscrive all'Accademia di Belle Arti dove segue i corsi di Benedetto Servolini e Tommaso Gazzarini.

1845-1846

Lasciata l'Accademia, entra nello studio di Luigi Mussini (fig. 2), avendo modo di frequentare il pittore svizzero Adolf von Stürler, Luigi Norfini, Emilio Lapi e Michele Gordigiani.

1846

Compreso tra i deputati della comunità di Modigliana per l’arruolamento, in seguito al sorteggio, ne viene esentato.

1848

È tra gli aspiranti, con il fratello Carlo, al grado di Caporale delle Guardia Civica. Nella votazione del 15 marzo vengono entrambi esclusi, non avendo ottenuto i voti necessari.

Con Luigi Mussini e altri compagni si arruola volontario (fig. 3) combattendo in Lombardia.

1849

Dopo la partenza di Mussini per Parigi, sotto la guida di Antonio Ciseri (fig. 4) dipinge i primi ritratti e L’incredulità di San Tommaso (n. 5), che venderà alla famiglia Bagnara di Modigliana.

1850

Rientrato all'Accademia come allievo di Enrico Pollastrini conosce, tra gli altri, Giovanni Fattori, Luigi Bechi, Antonio Puccinelli ed Egisto Signorini, fratello di Telemaco. Con Leopoldo Cipriani, Fattori, Gordigiani e Demostene Macciò figura tra i concorrenti dell’Accademia del “Nudo in disegno”.

1851

Esordisce alla mostra annuale dell’Accademia con Velleda (Matteucci, 1987, vol. II, pp. 383-384, n. 476), quadro, oggi disperso, di gusto romantico, ispirato a I Martiri di François-René de Chateaubriand.

1852

La tela David che placa con il suono dell’arpa le smanie di Saul travagliato dallo spirito malo (n. 7) gli vale il primo premio al Concorso Triennale dell’Accademia.

1853

30 gennaio. A seguito del brillante esito al Concorso Triennale, viene accolto tra i soci dell’Accademia degli Incamminati di Modigliana alla quale offrirà, in segno di gratitudine, il Ritratto di Bartolomeo Campi (n. 8).
31 agosto. Il Consiglio Municipale di Modigliana gli concede “a titolo di incoraggiamento” una sovvenzione di quattrocento lire per proseguire nella carriera artistica.

1855

Dopo aver lavorato per molti mesi ad un grande quadro ispirato al sonetto di Dante Tanto gentile e tanto onesta pare, insoddisfatto, lo distrugge. Avvilito, torna a Modigliana dove rimane per circa due anni, ospite della sorella Eleonora; trascorre ripetuti soggiorni nella vicina Tredozio, dedicando alcuni ritratti ai componenti della nobile famiglia del dottor Giuseppe Fabbroni (nn. 171819). Nello stesso periodio esegue anche quelli del fratello Ettore (n. 46) e del vescovo Mario Melini (n. 15

1857

Fedele alle idee di Mazzini, continua l'attività cospiratoria affiggendo di nascosto "proclami incendiari [...] che, coperti da oneste apparenze, si andavano man mano spargendo e appiccandosi ai muri della città" (Martelli, 1885). Tale impegno è alimentato dai contatti con don Giovanni Verità (n. 278), il prete di Modigliana con il quale si incontra periodicamente a Firenze.
26 giugno. Stipula un contratto per l'esecuzione di quattro lunette destinate al Santuario della Madonna del Cantone di Modigliana (nn. 22, 23, 59, 60), incarico che lo impegnerà per circa cinque anni.

1859

Con il bozzetto Il generale Garibaldi ferito a Varese nella gloriosa giornata del 26 maggio (Matteucci, 1987, vol. II, pp. 384-385, n. 482), partecipa al Concorso Ricasoli, indetto dal Governo di Toscana.
12 dicembre. Il Municipio di Modigliana, guidato dal Gonfaloniere Francesco Campi, gli assegna una “piccola somma a titolo d’incoraggiamento”.

1860

Allo studio occupato in via Santa Caterina, nel nuovo quartiere di Barbano dove lavorano anche Cristiano Banti, Fattori e Giuseppe Moricci, porta a termine il Garibaldi ferito (Matteucci, 1987, vol. II, pp. 384-385, n. 482) che in maggio esporrà alla Promotrice fiorentina.

È, forse, tramite gli amici Cecchini che conosce i Batelli (fig. 5): il padre Spirito, la madre Paolina Cerreti e le figlie Virginia e Maria Adolfina. La famiglia risiede in una villetta (fig. 6) nella zona rurale di Piagentina, lungo il torrente Affrico, al di fuori dalle mura della città. Il pittore (fig. 7) diviene uno degli ospiti più graditi.

1861

Partecipa alla Promotrice fiorentina con Ritorno di bersaglieri italiani da una ricognizione  (n. 41) e Un’imboscata di bersaglieri italiani in Lombardia (n. 43), opere ispirate agli eventi del 1859 che, analogamente ad altre di Signorini e Fattori, testimoniano la profonda partecipazione dei Macchiaioli alla causa italiana. Legatosi affettivamente a Virginia Batelli, trascorre molto tempo a Piagentina, realizzando una serie di studi dal vero che ne attestano la definitiva conversione alle idee innovative del gruppo del Caffé Michelangiolo, cui si è aggregato da qualche tempo.
settembre. All’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Firenze propone, nuovamente, Un’imboscata di bersaglieri italiani in Lombardia che, tre mesi dopo, invierà anche alla rassegna annuale di Brera.

1862

La presenza di Lega a Piagentina (figg. 8, 9)  favorisce la nascita di un cenacolo artistico che darà luogo alla cosiddetta “Scuola di Piagentina”, i cui caratterei si rivelano anche nelle scene di vita quotidiana realizzate da Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi. Inizia per la sua creatività una stagione particolarmente felice, che trova riscontro nella partecipazione assidua alle Promotrici di Firenze, Genova e Torino. La raggiunta serenità esistenziale, favorita dal legame con Virginia Batelli, traspare in un ciclo di opere di profonda intensità poetica come Tra i fiori del giardinoMotivo di grano, Una veduta in Piagentina e La educazione al lavoro (nn. 57, 58, 62, 68).

1863

9 febbraio. La tisi che ha colpito la madre della compagna Virginia provoca il primo lutto in casa Batelli.
marzo. Portata a termine l'esecuzione delle quattro lunette per la chiesa della Madonna del Cantone, invia alla Promotrice genovese Il primo dolore (n. 61), Le lavandaie (n. 54) e Le rose della primavera (n. 55); quadro quest'ultimo acquistato per 300 lire dal prefetto della città, il marchese Filippo Antonio Gualterio, da poco insediato. 
1 ottobre. Nasce a Firenze la Nuova Società Promotrice di Belle Arti all’interno della Fratellanza Artigiana, di cui fa parte Giuseppe Dolfi, il fornaio attivista, distintosi nella giornata del 26 aprile 1859, segnata dall'allontamento da Firenze del Granduca Leopoldo II di Lorena. Tra i firmatari dello Statuto vi è anche Lega.

1864

Alla prima esposizione indetta dalla Nuova Società Promotrice, alla quale partecipa quasi compatto il gruppo macchiaiolo, presenta L’elemosina (n. 76), una scena all'aperto dove compaiono Virginia Batelli e la sorella Maria Adolfina.

1865

3 marzo. Muore a Pisa il fratello sacerdote (fig. 10), Scipione Lega.
7 maggio. In occasione delle celebrazioni dantesche, nei locali dell’Accademia di Belle Arti, viene inaugurata la seconda esposizione della Nuova Società Promotrice; Lega presenta Motivo dal vero presso Firenze (n. 102) e La nonna (n. 94), una scena domestica “piena di effetto […] bontà di disegno, e ben intesa gradazione di colore”, come scrive Ulisse Mengozzi sulla “Rivista Italica”. L'intensa attività espositiva non è, però, ripagata da un'altrettanto generosa risposta del pubblico. Dei molti quadri inviati durante l'anno alle mostre ufficiali riesce a vendere solo La nonna e Due bambine che fanno le signore (n. 105), il primo a Francesco Giannello, socio della Promotrice genovese, il secondo ad un visitatore della mostra indetta dalla stessa Società.

1866

È uno dei pochi artisti italiani (fig. 11), assieme a Lorenzo Gelati, Giorgio Berti, Nicola Sanesi, Giovanni Estienne e i fratelli Markò, a partecipare all’Exposition des Beaux Arts di Lille con La tireuse de cartes (n. 99) e La liseuse (Matteucci, 1987, vol. II, pp. 386-387, n. 491). Espone Gli sposi novelli (n. 111) all’annuale Società Promotrice, dove sono presenti anche Fattori con Le macchiaiole e Borrani con Speranze deluse. Nell'occasione, Signorini, in un lungo articolo sul “Gazzettino delle Arti del Disegno”, sottolinea che i tre amici “hanno questa qualità importantissima, […] non hanno fatto il fondo per le figure né le figure per il fondo essi hanno fatto il quadro e lo hanno raggiunto”.

1867

12 aprile. Muore di tisi Maria Adolfina, sorella minore di Virginia Batelli, compagna di Lega. Quest’ultimo, con Signorini, ne denuncia il decesso al Municipio di Firenze e, da quel momento, si stabilisce definitivamente nella villetta della compagna a Piagentina.
novembre. Alla Promotrice fiorentina espone Il canto di uno stornello (n. 116); per la scena delle donne al pianoforte posano Isolina e Maria, figlie dell’amica Maddalena Cecchini Settimelli, e la stessa Virginia.

1868

È uno degli anni più fecondi per Lega, “punto culminante e apogeo” della sua arte, come lo definirà Signorini. Dipinge quadri d'intensa partecipazione emotiva, tra cui  Una visita (n. 122) e Un dopo pranzo (n. 128), suggeriti dalla vita che scorre nella casa dei Batelli lungo l’Affrico.

1869

15 febbraio. Muore, all’età di ventisette anni, il fratello Dante (fig. 12).
aprile. Alla Promotrice torinese presenta Motivo dal vero presso Firenze (n. 102) e La pittrice (n. 131), dove è raffigurata l’allieva Isolina Cecchini. Contemporaneamente ne realizza il ritratto (n. 132) insieme all'altro della sorella Maria (n. 133).
maggio. Virginia Batelli si ammala di tisi.

1870

Martelli è incaricato dall’editore tedesco Julius Meyer di redigere per l’Allgemeines Künstler-Lexicon i profili di alcuni artisti italiani come Abbati, Fattori e Signorini. Anche Lega collabora all'iniziativa fornendo alcune notizie biografiche che non vengono, però, pubblicate causa l'interruzione del dizionario dopo l'uscita dei primi due volumi.

6 giugno. Muore, all’età di trentaquattro anni, Virginia Batelli. Il padre Spirito e il pittore abbandonano la villetta di via San Salvi.
luglio-agosto. Torna nei luoghi d'origine, stabilendosi a Tredozio (figg. 13, 14), ospite della famiglia Fabbroni (fig. 15), composta dal medico Giuseppe (fig. 16), la moglie Elisa Pieraccini (fig. 17) e i figli Maria Virginia, detta Mariuccia (fig. 18), Beatrice, Fabio Remigio e Pier Matteo, nati fra il 1851 e il 1858. È in seno alla famiglia amica che dipinge In cantina (n. 145)La lettura (n. 150) e Contadine che portano la seta al mercato (n. 155).

settembre. Alla grande Mostra italiana d'Arti Belle a Parma, presenta i dipinti più importanti realizzati nel corso del decennio: Il canto di uno stornello (n. 116), L’aspettativa, La passeggiata (Matteucci, 1987, vol. II, p. 388, nn. 499, 501), La visita alla balia (n. 139), La pittrice (n. 131) e Una visita (n. 122), acquistato nell’occasione dal mercante Luigi Pisani. Per dare maggior peso alla propria presenza, aggiunge Due bambine che fanno le signore (n. 105) e La nonna (n. 94),  prestate, per l'occasione, dalla vedova di Emanuele Zerega e da Francesco Giannello, entrambi soci della Promotrice.

1871

5 febbraio. Inoltra al sindaco di Firenze Ubaldino Peruzzi la richiesta di concedere agli artisti “un gran locale che fosse come il grande Emporio fiorentino, anzi toscano, di tutte le opere di arte moderna, e di tutti i lavori d’industria artistica, per i quali così riuniti si raggiungerebbero moltissimi scopi e vantaggi”. Si uniscono, tra gli altri, Fattori, Giovanni Duprè, Enrico Pollastrini, Michele Gordigiani, Luigi Bechi, Giovanni Paganucci, Giuseppe Benassai, Odoardo Fantacchiotti e Carlo Markò.
22 febbraio. Dedica alla “gentil.ma Mariuccia” Fabbroni il proprio ritratto fotografico (fig. 19). Rientrato a Firenze riprende i contatti con le sorelle Cecchini, soggiornando spesso nella loro residenza estiva a San Prugnano.

1872

10 marzo. Muore a Pisa Giuseppe Mazzini. Lega visita la salma (fig. 20) prendendo appunti per la grande tela del museo di Providence (Rhode Island) (nn. 172, 173), portata a termine a distanza di alcuni mesi.
giugno. Diego Martelli cerca di alleviare le difficoltà economiche del pittore, afflitto da un'incipiente e invalidante malattia agli occhi, indicendo una sottoscrizione alla quale aderiscono “10 amici che danno in tale periodo di tempo [un anno] lire dieci al mese”. In cambio Lega si impegna a consegnare, entro la fine dell’anno, due quadri.

1873

All’Esposizione Internazionale di Vienna presenta la terza versione delle Bambine che fanno le signore (n. 170).
ottobre. La tela del Mazzini (n. 173), esposta nei locali dell’Accademia fiorentina, suscita aspre critiche; Antonio Pavan è tra i pochi ad apprezzarla in una nota pubblicata sulle colonne dell' “Arte in Italia”.

1874

È, probabilmente, su suggerimento di Signorini che chiede aiuto ad Algernon Clarles Swinburne per esporre a Londra la tela Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini. Il celebre poeta, amico del grande patriota, gli assicura il proprio interessamento, pensando di coinvolgere anche Guglielmo Rossetti, fratello del pittore Dante Gabriele.

1875

dicembre. Con Borrani avvia nel palazzo Buondelmonti, in piazza Santa Trinita n. 6, la “Galleria di Quadri moderni. Borrani Lega & C.” (fig. 21). Sostengono la nuova attività molti colleghi non solo toscani. Lega propone una delle versioni delle Bambine che fanno le signore e Il cuoco (n. 171). La scarsa predisposizione di entrambi per gli affari determina la cessazione dell’attività dopo neppure un anno, con la conseguente perdita del modesto gruzzolo ereditato dai fratelli.

1878

All'Esposizione Universale di Parigi, apertasi il 7 maggio, presenta Il cuoco (n. 171).
10 agosto Muore Maria Virginia Fabbroni, la giovane poetessa di Tredozio ritratta dieci anni prima (n. 146).
novembre. Nell'ambiente artistico fiorentino è tra i pochi, con Signorini, ad apprezzare la novità della tecnica impressionista delle due tele di Pissarro giunte da Parigi in vista della Promotrice. Da questo momento esegue i ritratti di alcuni amici artisti: Rinaldo Carnielo (1878, n. 196), Francesco Gioli (1879, n. 198), Angelo De Vico (1880, n. 200), Nicolò Barabino (n. 201) e Arnold Böcklin (n. 202).

1879

aprile. Partecipa alla mostra organizzata dai fratelli Gioli nello studio di via degli Orti Oricellari n. 16. Aderiscono all’iniziativa Fattori, Niccolò Cannicci, Signorini, Eugenio Cecconi, Adolfo Tommasi e Michele Tedesco. Con questi inizia a frequentare la trattoria della “Sora Zaira” in via del Parione, ritrovo della nuova generazione di artisti toscani e di letterati, tra cui Martelli, Enrico Nencioni, Guido Biagi e Carlo Lorenzini.

1880

Si trasferisce (fig. 22) in via Venezia n. 8 nello stesso palazzo in cui vivono i marchesi De Mari, futuri acquirenti di alcuni suoi lavori.
febbraio. Su invito del giovane storico dell'arte Adolfo Venturi, collabora con Fattori, Signorini e Nicolò Barabino all’illustrazione del numero unico del foglio modenese “Mutina-Mutina”.
settembre. Alla Prima Esposizione Internazionale di quadri moderni, curata dalla Società Donatello e inaugurata da Re Umberto I in Palazzo Serristori, presenta Una scena di famiglia e un Ritratto. Quattro sale sono dedicate ad artisti francesi (Marcellin Desboutin, Eugène Delacroix, Jean-Baptiste Camille Corot, Léon Bonnat, Henri Fantin-Latour, Gustave Moreau, Eugène Fromentin, Auguste Pointelin, Jean-François Millet, Jules Breton e Édouard Manet).

29 dicembre. Si unisce al gruppo fiorentino nella protesta per la mancata assegnazione da parte della Società Promotrice del premio di 3.000 lire a Egisto Ferroni per il dipinto Alla fontana. La lettera, indirizzata alla Commissione Giudicante e pubblicata sulla “Gazzetta del Popolo”  e su “La Nazione”, così recita: “I sottoscrittori, sinceri ammiratori di questo dipinto […] si sentono in dovere di manifestare pubblicamente la loro disapprovazione per tale verdetto, e di dare al tempo stesso un attestato di stima al Ferroni stesso. Adolfo Tommasi […] Cesare Fantacchiotti […] Giovanni Fattori […] Silvestro Lega […] Luigi Bechi - Cristiano Banti […] Eugenio Cecconi […] Giovanni Costa […] Michele Gordigiani […] Adriano Cecioni […] Luigi Gioli […] Diego Martelli […] F. Gioli”.

1881

All’inizio dell’anno chiede al Ministero della Guerra il vitalizio previsto “per i cittadini che servirono i governi nazionali del 1848-49”.
Nasce l’amicizia con il giovane pittore livornese Adolfo Tommasi e con i cugini di quest’ultimo Angiolo e Lodovico che, con la sorella Eleonora, il padre Luigi e la madre Maria Adelaide Bertolini, vivono a Bellariva (fig. 23), nella villa detta “La Casaccia” (n. 232), dove sarà assiduo ospite.
21 maggio. Alla Promotrice torinese espone Scena di famiglia, forse da identificare nella Lezione (n. 203), giudicata dallo scrittore e commediografo Ferdinando Fontana “una delle più belle cose che siano esposte”.
16 ottobre. Assieme a Martelli, Signorini, Fattori, Giovanni Del Greco, Massimiliano Guerri, Silvano Lemmi e Arturo Gherardi è tra i promotori del “pellegrinaggio laico” alla statua di Girolamo Savonarola, collocata nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. L’iniziativa vuole essere una protesta contro il viaggio a Roma dai cattolici toscani per rendere omaggio al Pontefice in occasione del decennale della legge delle Guarentigie.
novembre. Sottoscrive, con Fattori, Signorini, Ferroni, Fantacchiotti, Francesco e Luigi Gioli ed altri artisti fiorentini la proposta, avanzata dal direttore della “Rassegna Settimanale”, di organizzare un’Esposizione Internazionale da tenersi in Roma ogni otto o dieci anni “continuando nelle altre città d’Italia il sistema delle Mostre nazionali circolanti […] perché colla Esposizione Internazionale si potrà avere il grande vantaggio di studio, creato dal paragone dell’arte nostra con quella forestiera”.

1882

maggio. È tra i partecipanti, con Fattori, Borrani, i fratelli Gioli, Giovanni Muzzioli, all’Esposizione di Arte Moderna, inaugurata ad inizio mese nella galleria del mosaicista Giovanni Scappini, in via de' Tornabuoni n. 1, in corrispondenza del Lungarno Corsini.
giugno. Condivide l’idea dell’amico Silvio Liverani di Modigliana di commemorare Giuseppe Garibaldi con un busto da commisionare all'amico Augusto Rivalta. Il Re acquista per 2000 lire La lezione (n. 203), tornata invenduta dalla Promotrice genovese dell’anno precedente.

1883

settembre. Il pittore Frederic Leighton, presidente dell’Accademia di Londra, visita Firenze; spostatosi a Perugia, agli inizi di ottobre riceve il telegramma inviatogli da  un gruppo di artisti, tra cui Lega: “A sir Frederic Leighton presidente della Reale Accademia di Londra gli artisti fiorentini qui sottoscritti, inviano un saluto d’affetto e di stima, memori di lui, che per aver fatti gli studi giovanili dell’Arte in Firenze, conserva insieme al culto per il passato di questa città, amore e stima per il suo presente. Ussi, Signorini, Fattori, Ferroni, Cecioni, Banti, Borrani, Cannicci, Tommasi, Betti, Gelati”.

1884

Dipinge La madre (n. 248), uno dei quadri più impegnativi raffiguranti la cognata Adele Mazzarelli e il nipote Antonio. La grande tela viene esposta all’Accademia di Brera e alla Promotrice fiorentina.
17 giugno. In vista della costituzione della Galleria d’Arte Moderna di Roma, Nino Costa auspica, in una lettera inviata a Martelli, che venga accolta nell'istituenda pinacoteca anche La madre. Il 29 ottobre quest’ultimo scrive al deputato Ferdinando Martini incoraggiando, senza successo, l’acquisto dell'opera da parte del Ministero.

1885

25 ottobre. Sul periodico milanese “La Commedia Umana” viene pubblicata una breve biografia di Lega scritta da Martelli.
25 novembre. All'età di settantotto anni, muore don Giovanni Verità (fig. 24); Lega si reca a Modigliana per partecipare alle esequie; nell'occasione realizza due dipinti dedicati al sacerdote patriota (nn. 278, 279).

1886

7 luglio. A Livorno viene inaugurata la Prima Esposizione di Belle Arti, ideata dallo stesso Lega assieme a Signorini e a un gruppo di artisti della nuova generazione. Il pittore romagnolo espone cinque opere, tra cui La casa di don Giovanni Verità (n. 279) e La madre (n. 248), venduta nella circostanza per 1.800 lire. Con gioia Fattori ne dà notizia a Martelli: “ci ho avuto tanto e tanto piacere - so purtroppo cos’è il bisogno”.
È ancora vacante la Cattedra di Disegno all’Istituto Superiore di Magistero Femminile di Firenze, occupata da Adriano Cecioni sino alla morte avvenuta il 23 maggio; a capo dell'Istituto è Marianna Giarrè Billi amica di Fattori. Tra quanti sperano di ricoprire l’incarico vi sono Lega, Signorini e Fattori; quest'ultimo magnanimo verso il romagnolo nei confronti di quest'ultimo si pronuncierà: “Per Lega mi sagrifico, ma per Signorini no”.

agosto. Trovandosi a Livorno con Angiolo Tommasi e Angelo Torchi, Lega visita il paese del Gabbro sulle colline dell’entroterra; qui conosce Clementina Fiorini (n. 326) vedova di Giovan Battista Bandini e i suoi sei figli (fig. 25) che abitano nella villa-fattoria di Poggio Piano (fig. 26). Dal contatto con la nuova realtà, la sua pittura conoscerà una fase feconda.
10 novembre. Muore a Firenze il fratello del pittore don Francesco Luigi Gaspero Lega (n. 36).
19 dicembre. All’inaugurazione della Società Promotrice fiorentina presenta diverse opere, tra cui Gabbrigiana (n. 299).

1887

Invia all’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia Una contadinella fiesolana e Una gabbrigiana; nella rassegna è rappresentato dall’amico Giuseppe Cecchini. In estate è al Gabbro ospite della famiglia Bandini (fig. 27); le giovani sorelle Paolina (fig. 28; n. 493) e Giulia (fig. 29; n. 329) ne seguono le lezioni. Nell’abitazione-studio di via Venezia a Firenze, dipinge la grande tela Gabbrigiane (n. 335).
29 novembre. Muore a Modigliana, all'età di ottantanni, il fratellastro Antonio Luigi, parroco della Chiesa di Santa Caterina, a poca distanza da Modigliana. A denunciarne la scomparsa sono Rosolino Manetti, impiegato di ventisei anni e la guardia municipale Pasquale Martini, di trentasette.      

1888

gennaio-febbraio. Conosce Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si è da poco trasferito a Firenze per seguire in Accademia le lezioni di Fattori. Il 21 febbraio il giovane pittore annota sul proprio diario: “Stasera alla trattoria si è parlato d’arte - c’era il pittore Lega che condivide meco le sue idee circa la pittura - è ragionatore pacato; ma giusto”. E ancora, a distanza di qualche giorno: “Oggi ho fatto vedere al pittore Lega alcuni miei lavori - ha avuto lodi e consigli per me - Mi disse di non andare più a scuola e fare dei quadri”.
1 febbraio. Eleonora Tommasi sposa Giuseppe Cecchini; poco dopo suo fratello Lodovico si arruola a Milano, mentre il resto della famiglia lascia la villa della “Casaccia” a Bellariva. Il lungo magistero leghiano viene onorato con una serata di festa alla trattoria del Volturno di via San Gallo, frequentata da molti giovani artisti fiorentini.
luglio. Si trova al Gabbro (fig. 30) dove dipinge diversi ritratti di popolane, tra gli altri quelli di Maria Rosa Spinelli (n. 357) e Carola Bertoccini, soprannominata “La Scellerata” (nn. 482, 485).

4 novembre. Lega è in Mugello; nella villa di Santa Croce dipinge il ritratto della nobildonna Titta Elisa Guidacci (n. 364), uno dei più intensi della maturità.

1889

marzo. Invia all’Esposizione Universale di Parigi le Gabbrigiane (n. 335) e un Paesaggio, “due cose" definite da Signorini "piene di originali qualità d’arte che il volgo degli amatori non capisce, ma che influiscono sempre sul progresso dei giovani artisti che giungono ad apprezzarle”.
20 luglio. A Roma muore Isolina Cecchini.
25 luglio. Lega “raccomanda” a Giovanni Boldini, Commissario della sezione italiana all’Esposizione parigina, le sue due opere presenti alla rassegna, dicendosi disposto a diminuirne il prezzo. In autunno dipinge il ritratto di Plinio Nomellini (n. 389) e quello dello scultore livornese Ermenegildo Bois (n. 390). In questo stesso anno Vittorio Corcos esegue il suo ritratto.

1890

Al Gabbro sperimenta la tecnica del pastello (nn. 409, 410, 411) mentre è sempre più debilitato dalla malattia agli occhi.

1891

26 ottobre. Martelli, nel tentativo di aiutare nuovamente Lega in gravi difficoltà economiche, preme sul deputato Ferdinando Martini affinché lo Stato acquisti Una gabbrigiana esposta alla Promotrice. In estate il pittore torna al Gabbro.

1892

15 maggio. Ferdinando Martini viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Giolitti. Pochi giorni dopo Lega (fig. 31) gli scrive nella speranza che si rammenti di lui “trascurato sempre, e vergognosamente”.

1893

primavera. Invia all’Esposizione Nazionale di Roma Ritratto di don Giovanni Verità (n. 278).
giugno. Grazie all’intercessione di Martini, ottiene dal Ministero un contributo di 200 lire. 

1894-1895

Martelli e alcuni amici, tra i quali Gustavo Uzielli, Augusto Rivalta, Signorini, Nicolò Barabino, Gordigiani, Fattori e Adolfo Venturi, membro della Giunta Superiore di Belle Arti, si prodigano inutilmente per fare acquistare al Governo Riposo di una gabbrigiana (n. 526) per la nuova Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

1895

Ormai malato, trascorre l’ultima estate al Gabbro; il 25 luglio scrive a Signorini chiedendogli di raggiungerlo.
10 agosto. Viene ricoverato all’Ospedale San Giovanni di Dio a Firenze dove rimane diciassette giorni.
20 settembre. Nuovamente in ospedale, Silvestro Lega si spenge la mattina seguente. La salma sarà inumata nel Cimitero di Santo Stefano in Pane a Rifredi.

1926

Nella ricorrenza del Centenario della nascita, il Comune di Modigliana dedica al pittore un’ampia retrospettiva ordinata da Mario Tinti nei locali dell'Asilo Infantile Puntaroli. Nell’occasione, le sue spoglie, alla presenza di vari esponenti del mondo artistico fiorentino, tra cui Mario Galli, vengono traslate nel cimitero di Modigliana (fig. 32).

1981

Lione è la prima città straniera a dedicare una mostra monografica ad un pittore macchiaiolo, ospitando al Musée des Beaux-Arts quaranta opere di Silvesto Lega.

1987

Esce per i tipi di Giunti il catalogo generale dell'opera curato da Giuliano Matteuccci.

1988

Motivo dal vero presso Firenze (n. 102), opera capitale del periodo di Piagentina, viene aggiudicato ad un’asta della Finarte per 598 milioni di lire.

2015

Presso un ramo dei discendenti Fabbroni viene rintracciato il nucleo di ritratti dedicati da Lega alla famiglia amica di Tredozio. Le opere, non più viste dalla retrospettiva modiglianese del 1926, vengono presentate insieme ad altre, inedite, in occasione della mostra Silvestro Lega. Storia di un'anima, allestita alla Fondazione Matteucci per l'Arte Moderna di Viareggio.